Tre passi per superare il perfezionismo

Volevo riprendere questo discorso ancora una volta, perché temo di essere stata poco esaustiva, o almeno poco sistematica.

[…]

Distinguo il perfezionista, dal finto perfezionista (chiamiamolo così).

Il perfezionista. Lavora spesso solo. Non condivide la sua idea o un suo progetto, se non alla fine. Una persona perfezionista risulta piena di sé, sicura, competente e precisa. Tuttavia, quando si avvicina la data di scadenza del progetto, risulta vago ed evasivo, e trova elegantemente il modo per non esporsi in prima persona. Un perfezionista soffre. Adora la sfida, il lavoro duro, ma non sbandiererebbe mai i suoi lavori, perché li ritiene sempre non abbastanza, inadatti, poca cosa rispetto all’idea che che se ne era fatto.

Chadonihi_pixabay

Il perfezionista ha dei modelli a cui aspira, crede che si possa sempre lavorare per migliorarsi; è convinto che ci sia molta gente migliore e più valida di lui. 

Il ‘finto perfezionista’. Parla di perfezione, si vende come una persona efficiente; riempie la sua giornata di cose da fare, se ne lamenta, ma conclude poco. Promette molto, mantiene poco. Una persona di questo tipo vuole, ma non può apparire perfetta; vende l’idea di perfezione a persone più deboli di lui che lo apprezzano per quanto riesce a fare (o almeno così credono). Si circonda di persone valide e sensibili che lavorano per lui, che gli permettono di mantenere in piedi il suo mondo fatto di lamentele e di critiche. Queste persone potrebbero diventare, in futuro, perfezionisti.

Non chiede mai permesso, non ringrazia, non fa mai complimenti. Il finto perfezionista crede di essere già arrivato, si è convinto della validità dei suoi metodi.

Sono due estremizzazioni. Lo so. Ma in entrambi i casi, le persone risultano bloccate. Incatenate all’idea di voler apparire perfetti.

Che tipo di perfezionista sei?

Non ti affidi ad altri, ma non sei sicuro delle tue idee?

Ti lamenti di non aver il tempo per fare tutte le cose che vorresti fare e di non poterle fare come vorresti?

Che tu sia del primo o del secondo tipo, quante scelte hai portato avanti?

Quanti progetti hai portato a termine?

Molti vorrebbero risultare efficienti, competitivi, ineguagliabili, insostituibili, veloci e precisi. Anche io vorrei fare mille cose in un solo giorno, ma avrei davvero bisogno che la mia giornata durasse 48 ore!

No, lo riscrivo per com’è davvero: anche io faccio mille cose al giorno e non sono mai soddisfatta.

Perché? Se un perfezionista (o finto tale) vuole più di ogni altra cosa la perfezione, perché non la raggiunge mai?

Rileggi la frase.

Esatto. Quando vogliamo una cosa, la vogliamo più di ogni altra, ci impegniamo. Il perfezionista no.

Secondo te perché? Scrivimi qui sotto il motivo, prima di finire l’articolo! 🙂

Continua (…)

Keep calm and write

Marina

Keep calm and write

comments

Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

3 thoughts on “Tre passi per superare il perfezionismo”

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