Perché di notte mi inviavo una email: il potere della scrittura

Scrivere non è niente di più di un sogno che porta consiglio”, diceva Borges. A me è letteralmente successa una cosa del genere. Scrivere è stato l’unico mezzo valido per ritrovare i giusti ritmi e tornare ad inseguire i miei sogni.

Nel post precedente ti descrivevo la situazione esterna, quali è quante circostanze mi hanno spinta a ricredermi, a lasciarmi andare per darmi una possibilità. In poche parole, parlavamo di perché ho acchiappato il CORAGGIO e di quando ho deciso di mettermi in gioco.

Prima di cambiare argomento, volevo parlarti di segnali ‘corporei’, segnali che solo tu puoi capire, segnali che il tuo corpo è costretto a mandarti per suggerirti che c’è qualcosa che non va.

Col tempo ho infatti imparato che esterno ed interno comunicano e si influenzano. Il mondo attorno a te e il mondo che tu, corpo e mente, rappresenti sono, per forza di cosa, in contatto. Se non bastano le circostanze esterne a farti capire, il tuo corpo, per difesa, ti manda segnali per suggerirti di fermarti ad ascoltar(ti).

Mal di testa continui, sinusiti, nevralgie, mal di stomaco, abbassamento della vista, dermatiti possono essere, potenzialmente, sintomi di affaticamento: stai facendo qualcosa, probabilmente di abituale, che il tuo corpo fa oramai con fatica.

E’ IL TUO CORPO A DIRTI BASTA. RALLENTA.

Christopher Sardegna_unsplash
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E’ quello il momento in cui devi fermarti ed interrogarti. Cosa c’è che non va?

Ma andiamo con ordine. Ti voglio raccontare almeno l’ultimo dei segnali che il corpo mi ha mandato per OBBLIGARMI a fermare tutto e ricominciare da capo.

Da un po’ di tempo mi succedeva di svegliarmi nel cuore della notte e non riuscire a riprender sonno. Non capivo il perché, non c’era nessun apparente motivo per il quale dovessi perdere ore preziosissime di riposo. Mi svegliavo di notte, cominciavo a pensare e alimentavo uno stato di ansia.

Mi conoscevo così poco (o non mi amavo abbastanza), che archiviavo quei casi e andavo avanti.

Una notte, invece, mi ritrovai sveglia a rigirarmi come una trottola fra le lenzuola, gli occhi sbarrati, la mente soffocata da pensieri, scadenze, timori che acceleravano il battito del cuore.

Borbottavano così forte che non riuscivo a calmarmi.

Esausta, ho acchiappato il mio smartphone, come sempre maledettamente in carica accanto al letto, e ho scritto ciò che pensavo.

Mi sono inviata una email.

Ne è derivato un periodo piuttosto lungo, nel quale continuavo ad inviarmi email di pensieri lunghi e confusi, frasi mancanti di punteggiatura, scene di storie dai contorni sfocati! Liste TO DO, di cose da fare per il giorno dopo. Tutto quello che mi passava per la testa.

Prova ad immaginare: ero al buio, di notte, ubriaca di sonno e con la luce noiosa e accecante del telefono diretta negli occhi. Dovevo scrivere alla cieca sulla tastiera e cercare di non fare troppo rumore!

Non è stato un periodo facile: il mio corpo mi aveva colpito lì dove faceva più male, cioè mi privava dell’unica cosa che non DOVEVA mancarmi: il riposo. A tutto il resto sapevo reagire, glissavo su altri fastidi che avvertivo, rinfrancata al pensiero del sonno ristoratore che mi aspettava di notte. Ed invece..

Nonostante la posizione scomoda e il contenuto, apparentemente inconcludente, quella pratica, quel piccolo rito che il mio corpo chiedeva di notte mi rilassava.

Subito dopo il click sul tasto SEND, sentivo le membra cedere e crollavo come un sasso. Come se non aspettasse altro che essere svuotata, la mia mente confortata entrava nel mondo dei sogni e mi donava riposo.

Le mattine dopo, nella cartella POSTA IN ARRIVO, quasi mi meravigliavo a trovare quelle email; come in imbarazzo verso me stessa, le salvavo e le archiviavo in qualche file di word. NON le ho lette per molto tempo, ma le ho serbate tutte, come se mi mettessi in attesa. STAND BY. Mi sfuggiva ancora il passaggio successivo. (o mi mancava il coraggio.)

Passarono così dei mesi, mail su mail, mi svegliavo ancora la notte, con questa pratica avevo imparato a riaddormentarmi, ma un tarlo in testa mi diceva che ero ancora lì in bilico, dovevo solo decidere di saltare. Sentivo che mancava un tassello.

Poi ho FINALMENTO scelto di AGIRE.

Come se esterno ed interno avessero parlato un’unica lingua comprensibile, avevo capito! 

Green Chameleon_unsplash
Green Chameleon_unsplash

Non bastava più, non mi soddisfaceva più ciò che facevo e non mi faceva certo orgoglio avere sul desktop del pc cartelle piene di email incomprensibili!

Questo che leggi è il risultato. Il mio successo.

Questo blog è il primo step del mio cambiamentodi rotta: non voglio più nascondermi dietro ad un foglio, non voglio più far finta di niente, far finta che vada tutto bene, né ASPETTARE il momento giusto che nasconde un MAI tedioso! Ora è il momento giusto!

Ascoltati, accettati, prova, cambia!

Scrivere per me stessa è stato un palliativo per tutta la vita: mi ritagliavo pochi minuti per scrivere il mondo come “iovorrei..”. E’ stato come giocare da soli, come passeggiare da soli, come correre soli; tutte azioni solitarie che faccio e che credo ancora siano importanti per la nostra anima!

Ma! Ma quando una vocina severa continua a sussurrare:

Vai, vai a fare una passeggiata sola, scrivi due righe e nascondile sotto il cuscino, che meglio di così non puoi fare. Vai, vai a fare una corsa, scarica la tristezza, poi dimentica questa debolezza e continua coi tuoi impegni”

se quella vocina la senti e la risenti. FERMATI.

Non stai facendo qualcosa per te, ti stai solo illudendo di fare qualcosa PER TE, ma in realtà ti stai nascondendo. E non sto parlando di nasconderti agli altri, detto fra me e te, agli altri non importa proprio nulla! Sei l’unico giudice e boia di te stesso!

Ecco perché io ero sveglia di notte! Il mio corpo aveva scelto per me: al buio, nessuno poteva vedermi e avere da ridire; al buio, di notte, non hai altro da fare; ero sola con me stessa, nessuna scusa.

SCONTRATI E AFFRONTATI.

Io ho accettato la sfida, scrivo non più solo per me. Ho sempre sognato di farlo! Scrivo per te, senza pretese, come se ci fossimo incontrati in un cafè…

Ti invito a sentire cosa la tua mente ha da dire. Ascoltati. La soluzione è già in noi. Se avessi accettato prima le evidenze (come ti scrivevo nel post precedente), non avrei perso tempo a cercare la soluzione in posti in-felici!

Questo è il secondo di un ciclo di tre post che ho in mente per condividere con te il potere della scrittura. Non nasconderti dietro un “non so scrivere” o “non ho il tempo”, io l’ho fatto per molto tempo. Non è stata una FELICE soluzione.

Ti aspetto nel prossimo post, in cui parleremo di CONDIVISIONE.

Aspetto ogni giorno, un tuo commento, la tua storia. Quanto ti conosci e rispetti? Come hai imparato a farlo?

PS: ti sei mai mandato una email?? 🙂

Keep calm and write

Marina

Keep calm and write

comments

Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

4 thoughts on “Perché di notte mi inviavo una email: il potere della scrittura”

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