Passione serie tv: tra binge watching e superficialità

Sono una a cui piacciono le serie tv. Ho molti amici a cui piacciono serie tv. Seguo forum e vedo video di appassionati. In diverse occasioni, però, ho ascoltato commenti e recensioni un po’ sempliciotte. E’ lo noto sempre più spesso.

Sì, mi piacciono molto le serie tv. Ne seguo tante. Forse il verbo “seguire” non è corretto. Anni fa, seguivo Fantaghirò: mi piazzavo di fronte alla tv, con la mia piccola sedia di plastica e aspettavo che ne iniziasse una nuova puntata. Attentissima, occhi sbarrati, cantavo la sigla di inizio e a fine.

Oggi non guardo molta tv, ma vedo molte serie tv.

Che significa? Com’è possibile?

Internet! Ma certo, anche io mi sono privata del piacere di ATTENDERE, di ASPETTARE qualche giorno per un episodio. Mi collego ad internet e vedo una nuova puntata, mentre faccio altre mille cose.

Oggi, chi dice “ SEGUO serie tv”, ti sta dicendo che “NE HA GIA’ VISTE TANTE e ne ha altrettante scaricate e pronte sul pc”.

L’appassionato di serie tv oggi sceglie quando, quanto e cosa vedere.

Siamo sicuri?

Il fatto che oggi basti un click per poter aver accesso a qualunque tipo di contenuto ci sembra un’idea fantastica. Il punto è che di fronte all’idea di AVERE ci ha tolto la passione di GUADAGNARCI quella cosa, di VEDERLA nel dettaglio per ricordarla bene, perché non avremo possibilità di usufruirne a breve.

Play. Pausa, Rewind. Re-start.

Moralismi inutili a parte, c’è un’altra questione più concreta che mi perplime” 😉

Immagina: è sera, stai preparando la cena, famiglia, stanchezza. Seduti al tavolo, tv accesa, programmi a pagamento aperti, lista lunghissima di titoli tra cui scegliere. Come e cosa scegli?

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Che fai? Guardi le schede di produzione e valutazione? No, cedi alla tentazione: “mettine uno a caso, poi domani scegliamo meglio!”

E qui torniamo a ciò che ti scrivevo all’inizio: molte conversazioni su quale serie segui sono piene di commenti del tipo: “bah, io guardo un po’ tutto”, “no, non ho notato errori di scenografia, sai faccio mille cose mentre Netflix è acceso”; “ dimmi un po’ come si chiama la serie che segui che la seguo anche io? Quando la finisco ti dico se mi è piaciuta”. “Ma sai io ho visto tutte le stagioni, anche se non mi è piaciuta un gran che..” “stasera? No, non esco, accendo Netflix e guarderò la prima cosa che mi capita..”

Pensavo a questo. Abbiamo a portata di click TUTTO, da qui il fenomeno del Binge watching, ma non ci piace NIENTE o non sappiamo valutare se ci piace, da qui la superficialità.

Binge watching significa appunto abbuffarsi di tv. Ad ogni cosa c’è una misura: un maratoneta si prepara e corre una maratona, poi si riposa, valuta come è andata la corsa e si prepara per un’altra maratona. 

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Il maratoneta televisivo, secondo te, sa darsi una misura? Sa rispettare i tempi di riposo? Di sicuro, non si accorge della stanchezza, perché è sprofondato su di un divano, mentre il suo cervello soffre, perché si sta isolando dal mondo per ore e ore.

Superficialità: guardare serie tv senza esserne critico, senza chiedersi se apprezza ciò che guarda. Senza sapere chi ne è il regista, chi ha finanziato la produzione. Senza.

Mi dirai: ma non tutti sono così appassionati da voler sapere queste cose! Esatto! Giusto! Ma io ti parlavo di forum di intenditori, di video di appassionati che commentano sempre più in modo banale, che non si sforzano di sapere, tanto domani saranno presi da un altro contenuto! Ci sono sempre più superficiali. Come se non ci fosse tempo per fermarsi ad approfondire, tanto domani ci sarà qualcos’altro di più nuovo!

Che ne pensi?

Ci serve avere tutto a portata di mano?

Non credermi una moralista, affatto! Vedo molte più serie anche io e ho la memoria di un criceto per quanto riguarda i nomi propri di attori!

Pensavo e volevo condividere con te solo l’idea che l’aver tutto, l’averlo a così poco prezzo (quasi in saldo!) ci basta?

Tu come controlli il fenomeno maratone di serie tv?

Sipario.

Prossima scena.

Keep calm and write

Marina

Keep calm and write

comments

Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

3 thoughts on “Passione serie tv: tra binge watching e superficialità”

  1. Carissima amica,
    Se devo essere sincera non guardo serie TV. Negli ultimi anni è diventata una moda, tante mie amiche ne parlano ed ogni tanto ci provo, ma non ho abbastanza pazienza. A differenze di chi le “commenta” senza riflettere, io tento di iniziare la prima puntata, ma lascio perdere perché il giorno dopo ci sarà qualcosa di più interessante o perché mi sembra richieda “troppo impegno” per me. Ne deve valere la pena mettere in conto di seguire tutte quelle puntate.
    Questo per dirti che non so commentare queste tue riflessioni sulle serie TV, ma posso scrivere dei miei pensieri riguardo alla tecnologia ed a tutte le possibilità che da. Sicuramente il mondo di internet apre tante opportunità, permette di indagare/conoscere argomenti di cui anni fa non si poteva sapere nulla, di entrare in contatto con le persone più facilmente, con un click…e questo a me personalmente confonde molto. Ho la sensazione che quasi tutto sia possibile che la gamma di possibilità siano elevate. TROPPE opportunità INIBISCONO la scelta. E la conoscenza delle singole possibilità o delle notizie diventa sempre più superficiale.
    Con affetto

    1. Grazie dell’intervento Isotta!
      Hai ben capito cosa intendevo!
      Vedere e saperne di qualcosa, giusto perché gli amici lo fanno, o peggio, perché non si ha voglia di scegliere cosa sapere e vedere, è un’abitudine che si diffonde a macchia d’olio…e ciò che si perde è la diversificazione di interessi e passioni.
      Insomma sembriamo un indefinibile calderone di persone che sanno un po’ di tutto e niente di preciso!
      Mi ricorda una zuppa dal sapore indefinibile, dove si è provato a mettere a caso tutto quello che c’era nel frigorifero…

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