Let’s start. Perché nessuno è inadeguato

Non c’è stato un unico momento, un’unica ragione, un unico scopo che mi ha dato coraggio e mi ha spinta ad aprire questo blog. Ho la testa dura (lo so) e mi sono servite diverse cadute prima di capire, molte volte l’evidenza ha bussato alla mia porta, ma non ho mai aperto. Perché? Paura.

shutterstock
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Una volta, sfogliando alcune foto, mi accorsi di quei primi segni di espressione che si distinguevano attorno agli occhi; ho cercato subito, quasi affannosamente, alcune immagini di me anni prima. La trovai: era il primo anno di università. Un’altra me, altri occhi, altro sorriso: sguardo più pulito, dritto di fronte alla macchina fotografica e sorriso ampio e felice. “Certo che ne è passata di vita”, pensai. Ma non diedi importanza alla cosa, e passò altro tempo.

Una volta, ero al telefono con una mia amica e si parlava di vacanze, di quali luoghi visitare, di come ci eravamo trovati in un Paese, e mi ritrovai a cercare con la mente una risposta veloce a lei che mi chiedeva in che anno fossi stata a Praga. Non lo ricordavo! Cercai tra le mie memorie digitali quelle foto e risalii alla data. Quanti anni erano passati!! “Ma gli anni dopo che ho fatto? Che è successo?”

Non lo ricordavo bene, molto tempo era scivolato via senza che me ne accorgessi. Ma anche quella volta soprassedetti. Che sciocca!

Una volta (in realtà questo è successo diverse volte), riassettando qua e là in casa, mi ritrovai ad impilare, di nuovo, miei appunti, parole in versi, inizi di storie, dati su personaggi inventati, lasciati alla fine di qualche taccuino, o tra una ricetta di cucina ed un’altra. E punto e a capo indugiavo sul da farsi, buttarli o tenerli, li rileggevo tutti anche se li conoscevo bene e, ogni volta, mi dicevo “che stupida che sono, ma cosa penso? Però DOVREI provarci! Dovrei farci qualcosa con questi pensieri! Condividerli magari!” Ogni volta facevo spallucce, la reputavo una questione stupida, e rimettevo quei fogli nello stesso identico posto in cui li avevo recuperati, ripromettendomi che la volta dopo li avrei buttati.

john hain pixabay
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Poi prepotentemente, pochi mesi fa, intenta a portare avanti una delle ricerche che più mi appassiona sul senso di crescita personale, mi accorsi che piangevo. Non riuscivo a trattenere quelle lacrime. In un video su YouTube, parlavano del senso della vita e della ricerca della felicità che ognuno di noi dovrebbe sentire come unico obbligo morale verso se stessi. (Se ti stai chiedendo quale video fosse ti lascio sotto il link]

Volevo nascondere quelle lacrime perché non le sapevo giustificare, ma quando tentai di asciugarmele mi fermai, e lasciai che scendessero,

No, Marina, ora è tempo che ti fermi e rifletti.”

Come dicevano in quel video, mi hanno detto di studiare e l’ho fatto. Mi hanno detto di farmi una cultura e l’ho fatto. Non mi hanno mai detto, ma mi hanno lasciato intendere, che potessi fare qualunque cosa volessi, ma che sarebbe stato meglio cercare velocemente un posto di lavoro fisso e sicuro. E mi sono buttata alla ricerca.

Senza un criterio, né una logica, ho inseguito lavori convenzionali, quelli insomma che sono oggi solo un fantasma del passato italiano: lavori statali che dimenticano di assumere nuova gente, luoghi di cultura che oramai hanno chiuso i battenti da tempo ed esistono solo nell’insegna, posti prestigiosi che cercano la firma di qualcuno alla fine dei tuoi curricula.

INADEGUATA. Il risultato di anni di ricerca di un posto ‘sicuro’ mi ha lasciato solo un segno (che credevo indelebile): un tatuaggio sul braccio, “sei inadeguata”.

Una sera, ero sul divano divorata dai soliti morbosi ed estenuanti tristi pensieri: come fare? Come farò? Dovrei fare..? Non combinerò mai nulla, un altro anno passerà e non combinerò niente di buono. E se davvero non valessi nulla?

<<Cosa stai pensando di così triste?>> mi chiese il mio compagno, e senza lasciarmi il tempo di rispondere aggiunse <<hai allora deciso cosa vuoi fare? Sappi che per me è ok.>>

Non so ben spiegare come ho interpretato queste parole, so di per certo che nel fumoso mondo dei miei pensieri per me quella risposta era il faro.

Io non volevo fare quella vita, per me non era la strada giusta! Non sono io quella sbagliata, mi sono solo persa in un sentiero non mio.

Ed eccomi qui.

Cercare, scoprire, informarmi, arricchirmi, passare ore a passeggiare con il naso all’insù, approfondire nozioni solo sentite, creare sfide nuove ( cucinare cose nuove, imparare a tenermi in forma, studiare come il corpo metabolizza cibo ed emozioni, prendermi cura di piantine aromatiche! E non immagini cos’altro!). Questo è il mio modo di vivere, è questo che mi rende felice!

Perché lasciare che sia solo un hobby? Per tutta la vita mi sono sentita in colpa: “prima il dovere,Marina, a fine giornata, se ne avrai ancora le forze, ti ritaglierai del tempo per fare ciò che desideri fare”. Prima ragionavo solo in questi termini; il problema era che ‘a fine giornata‘ è diventato a fine mese, alla fine del semestre, dopo quest’altro esame, dopo che avrò trovato un lavoro…MAI.

Insomma lasciandomi trasportare dalle comuni regole, dalle verità degli altri, rinnegavo ciò che sono e ho escluso molte potenzialità per esprimermi e farcela (magari anche trovare un lavoro!).

Di certo non ho risolto tutte le mie difficoltà, anzi! Però ai dubbi e ai pensieri pericolosi che ammorbano la mia mente voglio (e so di poterlo fare) trovare risposta! E’ un enorme cambiamento! Non trovi?

Sì, ti starai chiedendo, ma cosa vuoi fare? Cos’è questo cambiamento di cui parli? Voglio pensare di meno e scrivere di più! Scrivere di più e non cestinare diari e storie, ma condividerle.

<< A chi mai interesseranno i miei pensieri? Come osi crederti capace di scrivere! E di pubblicare? Come farai? Quante critiche riceverai? >>

Bene, l’unico modo per superare le incertezze è affrontarle, io voglio, fermamente volli, affrontarle! Finalmente sono qui, scrivo e lo condivido.

Per me scrivere è da sempre lo strumento per ricordare momenti felici, meno felici, appunti di studio, organizzazioni, date. Scrivendo ho appuntato cambiamenti, pensieri, ragionamenti, nomi e situazioni da non dimenticare. Scrivendo mi sono conosciuta! Scrivere è coraggio, perché mette a nudo ciò che sono e quanto sono.

Scrivere, calma la mia mente.

Fermo qui i miei pensieri per oggi, continuerò il discorso la prossima volta.

Aspetto tue risposte: quante volte non hai ascoltato le evidenze? Quando hai capito che dovevi fare qualcosa? Quanto tempo ti ci è voluto?

Keep calm and write

Marina

*Il video a cui faccio rifermento è di Francesco Grandis, in arte Wandering Wil. IL LAVORO DI ESSERE FELICE [ ti lascio qui il link: http://www.mangiaviviviaggia.com/il-lavoro-di-essere-felice-francesco-grandis-video/ ])

Keep calm and write

comments

Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

8 thoughts on “Let’s start. Perché nessuno è inadeguato”

  1. Marina,

    sono felice di sapere che hai finalmente deciso cosa fare “da grande” .

    E non temere, ora che hai trovato quella che è la tua strada, percorrila, e non farti fermare dal giudizio degli altri, perché credimi, di giudizi ce ne saranno, e aspri e cattivi, aggiungo io.

    Quando ho iniziato a seguire la mia vera passione, il viaggiare nella mia terra alla scoperta di quanto affascinante sia, innumerevoli sono state le critiche, le prese in giro e le cattiverie gratuite, tanto che appena ainiziato avrei avuto voglia di smettere; ma sai che c’è? A un certo punto mi sono chiesto il perché di questi atteggiamenti, e mi sono dato una risposta: le persone non attaccano te, ma attaccano quello che rapresenti, perché, come hai detto tu all’inizio, hanno paura, la stessa paura che hai tu adesso nell’iniziare, solo che loro non l’hanno superata.

    Ti auguro di poter raggiungere i risultati che ti sei prefissa, cercali con tutta te stessa, e se alla fine non ci dovessi riuscire, sii comunque orgogliosa di te, perché ci hai provato.

    Un abbraccio

    Andrea

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