Il mano_scritto (parte terza)

The_doorman dovrebbe imparare

a tenere a freno la lingua.”

Ho capito chi è,

chissà chi scriverà della vita

di sua moglie

senza di lui.”

Vi scrivo ancora un’ultima volta.

Vogliate comunicare al signor The_doorman

che ormai so chi è.”

Se crede che la mia vita sia una storiella da scrivere,

farò in modo che la sua vita sia indimenticabile.

Chris non poteva più far finta di niente. Cominciava ad aver paura. I messaggi arrivavano puntuali la mattina dopo la pubblicazione. Puntuali come un orologio: senza firma, brevi e sempre più minacciosi. Non voleva però allarmare Peter che, di buon cuore e pacifico com’era avrebbe voluto fermare le pubblicazioni.

Chris chiese una riunione col capo e gli lesse le email. Il direttore del giornale non si dimostrò molto preoccupato, era abituato a minacce e gente stramba che si fa leone dietro uno schermo. Disse a Chris di continuare il solito lavoro e le cose si sarebbero risolte da sole, si trattava probabilmente di qualche scrittore da quattro soldi invidioso.

Gli appuntamenti con Peter erano puntuali e piacevoli: lo scrittore retrò si presentava sempre con un bel plico di pagine di una bella carta spessa. La calligrafia di Peter era sempre impeccabile, non c’era la minima traccia di sbavatura né l’ombra di alcuna esitazione. Solo Teresa sapeva che dietro quelle pagine c’erano ore e ore di riscrittura e bozze cestinate.

Da qualche settimana, però, Peter avvertiva che c’era qualcosa di nuovo e ancora non detto nell’aria: Chris era sempre molto contento di discutere con lui, ma rimbalzava alcune sue proposte e gli chiedeva di essere meno preciso nelle descrizioni, di sgrossare altri particolare e miniarne altri.

<<Insomma Chris! Mi chiedi di essere un altro, di adeguarmi a frasi fatte e a descrivere situazioni già accettate! Fino a poco tempo fa mi spingevi ad essere più crudo ed impietoso! “E’ ciò di cui New York ha bisogno”, dicevi!>>

pixabay-DariuszSankoski
pixabay-DariuszSankoski

Chris stava parlando di alcune linee editoriali cambiate e altre incombenze etiche inesorabili, ma Peter ascoltava soltanto quegli occhi che, dietro lenti spesse, cercavano di evitarlo.

Chiusa bruscamente quella riunione, Peter si diresse verso l’hotel per un nuovo turno di lavoro. Camminava imbronciato, l’aria calda era insopportabile. Si mise in coda per prendere un gelato: guardava verso l’ingresso dell’hotel, c’era una donna con una cartellina sottobraccio, bene vestita, e una tazza di caffè in una mano, stava alzando i toni con Alfred, il portiere diurno. Non riusciva a sentirne la conversazione, ma aveva ben capito che Alfred lo stava indicando. La donna si voltò nella sua direzione ma si allontanò nella direzione opposta. Rinunciando al gelato, Peter si diresse da Alfred: <<Cosa dicevi a quella donna? Perché mi fissava?>>

Alfred gli spiegò che voleva conoscere turni notturni, particolari di alcuni clienti, sapere dove erano i nostri garage e chissà cosa altro: <<Parlava di questioni editoriali, non ho ben capito. L’ho messa a tacere, non aveva permessi firmati, tranquillo! Ha chiesto di te, pensavo fosse una tua conoscente, per questo ti indicavo, ma mi sbagliavo visto che è scappata via. La gente è matta Peter! Non so come tu faccia a lavorare di notte!>>

Peter sorrise cercando di apparire tranquillo. Andò a cambiarsi per prendere servizio. Nel camerino pensava a quella donna, l’aveva già vista: “Ma certo! E’ Naomi McRealy, l’opinionista politica! Che ci faceva lì? Che chiedesse di me? Era questo di cui aveva paura Chris? Una nuova politica editoriale..”

Peter ricordava, però, di aver firmato pratiche di privacy: nessuno doveva sapere del suo hobby di scrittura lì in hotel; con Chris avevano pattuito che sarebbe rimasta una situazione amatoriale.

Sempre più infastidito, prese servizio dietro la porta a vetri girevole. Era già buio quando la donna di prima si presentò di fronte a lui: <<Peter, scusami, forse non mi conosci…non dovrei essere qui, ma non posso far finta di niente…>>

<<So chi è lei, l’ho incontrata in redazione. Già, non dovrebbe essere qui! Come posso aiutarla signora McRealy?>> Al pronunciare quel cognome, Peter ebbe un brivido lungo la schiena, quello era il nome del magnate afroamericano a cui aveva aperto la porta qualche settimana prima; McRealy era il protagonista di una delle sue storie.. <<Perdoni la mia sfacciataggine, mi risponda sincero, era di mio marito che The_doorman parlava qualche settimana fa?>>

Chris ripensava ancora alla questione dei messaggi che arrivavano per Peter; non gli piaceva quella situazione incerta. Perciò si decise a rispondere con una mail privata e, per la prima volta, venne meno agli accordi con Peter: senza suo permesso si firmava come The_doorman.

Signore, siamo spiacenti che le mie storie la sconvolgano a tal punto. La prego di palesarsi, così da poter avere un confronto diretto. Nel frattempo l’aspetto alla lettura della prossima colonna di domani! The_doorman

(Continua)

Keep calm and write

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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