Il mano_scritto (parte seconda)

[…] Chris si svegliò con un insolito dolore alla mascella, un buon odore di caffè sotto al naso, ma anche una spiacevole sensazione di umido lungo il mento: bava e carta bagnata gli pendevano dal labbro. <<Che spettacolo stamattina Chris!>>

Il ragazzo si tirò su di soprassalto, Maryl lo osservava appoggiata alla porta del suo ufficio: <<Ti ho portato il caffè, ne hai bisogno stamattina! Hai dormito qui?>>

Chris si asciugò in fretta la bava, cercando di ricomporsi di fronte alla bella collega: <<Sì, sai questo manoscritto mi aveva preso e non avevo calcolato quanto fosse lungo, abituato al lettore automatico…>>

<<Ah ah ah , poverino! Avevo sentito dire che ti era toccata questa impresa! Ma cosa pensi di farci? Contatta lo sciagurato scrittore e digli che non puoi più perdere notti per decifrare la sua scrittura! Senza contare che dovrai ricopiare tutto da te!>>

<<Ah ah, in realtà mi sono proposto io al capo, sai avevo bisogno di qualcosa di nuovo dalle solite bozze insipide che arrivano in redazione! Vado prima a darmi una sistemata, però, poi penserò al da farsi! Grazie del caffè, Maryl.>>

Chris tornò alla sua scrivania sconsolato: come avrebbe detto al capo che ci vedeva del potenziale in questa cosa? Erano storie semplici, ma erano reali squarci di una New York notturna mai vista: barboni che aiutano i ricchi signori appena derubati da giovani prostitute, mamme in abiti succinti che lasciano i piccoli pargoli ad un angolo di strada per lavorare; netturbini che discutono di politica alle primi luci dell’alba; la pasticceria di zona che elargisce dolcetti ai senza tetto prima di aprire al pubblico; resoconti di scazzottate fra baby gang.

Sì, quel manoscritto l’aveva ispirato.

Peter era oramai impaziente, era passato un mese e nessuno dalla casa editrice si era degnato di contattarlo. Era soprattutto preoccupato per il suo manoscritto: era la sua opera, il suo miglior lavoro (dopo i suoi adorati figli ovviamente). Non trovare i suoi scritti sulla sua piccola scrivania improvvisata lo rendevano irrequieto. Aveva anche parlato col signor Pickett: <<Non pretendo nulla, signore, vorrei solamente riavere indietro le mie pagine!>>

<<Abbi pazienza, Peter, forse non lo sai, ma queste cose vanno per le lunghe. Probabilmente avranno avuto molto da fare in redazione, hai visto le pagine del Nypost in questi giorni?? Avranno un gran da fare!>>

Quella era la sua unica copia. Peter era semplicemente terrorizzato: e se fosse andata perduta fra la spazzatura del giorno?

Aspettò un altro paio di settimane, poi si presentò in redazione.

Quella mattina Teresa si preoccupò di sistemargli l’unica cravatta ancora buona, Peter era agitato, “e se gli avessero detto che era andato perduto? Se avessero fatto finta di non conoscerlo? Se l’avessero solo preso in giro?” Teresa gli diede un tenero bacio e Peter si calmò.

<<Mi raccomando, non fare il solito sospettoso! Sìì solo avveduto con le parole e firma solo se necessario.>> La povera Teresa, che ancora men del marito comprendeva il mondo dell’editoria, conosceva però bene Peter e sapeva quanto ci tenesse a quei fogli, ma sapeva ancora di più che odiava le menzogne e i perditempo.

Peter entrò in redazione e chiese di Chris all’ingresso. Doveva attendere.

C’era un gran viavai di persone; qualcuno si soffermava a guardarlo dritto negli occhi: Peter si sentiva osservato e sempre più inadeguato, si sistemava impaziente il risvolto della giacca, fino a che notò le sue dita sporche di inchiostro! Come colpevole di chissà quale misfatto, si cacciò le mani in tasca e si sedette in attesa. La grande porta a vetri di fronte a lui, gli incorniciava una realtà assai diversa dalla sua: uomini e donne che a mala pena si guardavano negli occhi. Tutti indaffarati al telefono o di fronte allo schermo di un computer, ognuno procedeva a fare il suo, senza curarsi di ciò che accadeva intorno.

Peter era abituato a guardarsi intono: nella cava doveva ogni momento tenere sottocchio i suoi colleghi, per sapere dove fossero e quando poter contare su di loro, all’hotel doveva tenere sott’occhio la hall e la strada per esser pronto ad aprir la porta. Anche di notte, quando quasi tutti dormivano, Peter osservava intorno.

Immerso nei suoi pensieri, Peter si era messo comodo sulle poltroncine. Aveva accavallato le gambe e con le mani si teneva un ginocchio. <<Vedo che continua a scrivere>> disse Chris porgendo la mano verso quelle

yesxcom_pixabay
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sporche di inchiostro di Peter. Felice di vederlo, Peter gli strinse la mano.

<<Dunque, il suo manoscritto…andiamo nel mio ufficio.>>

Chris si era preso del tempo per decidere il da farsi, ma aveva convinto il capo e se stesso che ce l’avrebbe fatta. La proposta era questa (Peter ci capì poco, ma era felice che le sue storie fossero piaciute!): una volta alla settimana le sue storie sarebbero state pubblicate come articolo di fondo a pagina 7 del Nypost. Ma la rivoluzione della sua idea era un’altra: le sue pagine manoscritte in carta spessa sarebbero state scannerizzate ed elaborate così da poter esser visionate in originale da ogni lettore. Insomma, la freschezza delle sue storie sarebbero andate a braccetto con l’obsolescenza della sua elaborazione.

Tornato a casa, Peter trovò Teresa che lo aspettava emozionata. Era impallidita nel vedere il manoscritto sotto il suo braccio e, pensando il peggio, gli corse incontro.

Peter posò il pesante faldone e abbracciò la moglie: <<Mi riserbano una pagina del Nypost!>> esclamò esagerando!

Sono ormai due anni che Peter si diletta a scrivere storie e a firmarsi The_doorman, come gli aveva suggerito Chris. Le sue storie sono lette e commentate, ovviamente è Chris che si occupa di rispondere ai lettori. Sempre convinto della sua posizione, Peter non ha mai neppur acceso un computer!

Uhm, dovrei darle un lieto fine?” si chiedeva Tecla dopo aver cliccato su “Salva modifiche”. “ma Peter potrebbe esser stato troppo vigile e aver visto cose che non doveva vedere. Vediamo che ne viene fuori se scrivo che…” Tecla apriva il file di word e stava digitando…

Chris riceveva Peter ogni settimana nel suo ufficio, oramai tutti lo conoscevano e lo aspettavano interessati. Nei loro incontri, Peter consegnava pagine appena scritte e si consultavano su alcune linee da mantenere, ma anche di come rispondere ai curiosi, interessati alla biografia del The_doorman.

Poi Chris cominciò a ricevere strani messaggi sulla email.  Minacciosi messaggi.

(Continua…)                                                                                         (Precedente)

Keep calm and write

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

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