Crescere dove non c’è posto: l’instancabile edera

Parliamo di EDERA. Silenziosa ed instancabile edera. Tanto innocua quanto tossica.

Io l’adoro.

Adoro il suo verde smeraldo. I suoi rami così sottili e così resistenti. Il suo insinuarsi presuntuoso. Adoro la sua crescita rigogliosa, a dispetto di un basso livello di cura di cui necessita.

L’adoro.

Può raggiungere i 30 metri di lunghezza, ma ha radici piccole e sottili che la ancorano alla pianta ospite o al muro che la sorregge.

Foglie e fiori addobbano le vetrine di erboristerie e negozi nei periodi invernali. E’ divenuta simbolo natalizio in alcuni Paesi; se ne fanno creme e prodotti farmacologici; trattamenti anti-cellulite e drenati. Eppure, una sola minima ingestione, provoca reazioni incontrollate e conati di vomito. Si raccontano storie di un passato fantastico, nel quale farmacisti ed erboristi degenerati ne prescrivevano minime dosi. Il povero mal capitato le assumeva inconsapevole fino ad accumularne livelli di tossicità tali che lo portavano alla morte.

Pazzesco!

Ogni pianta ha un suo significato, nato da miti o leggende, o più spesso ricavato dalle proprietà della specie. L’edera ha diversi significati: nelle epoche più remote simboleggiava l’immortalità.

Il suo inerpicarsi in modo disorganico ed imprevedibile, rammenta il corso inafferrabile del destino,: col suo salire e arrampicarsi, l’edera rappresenta la via per vincere il Destino.

Secondo un’accezione più religiosa e spirituale, l’edera rappresenta la contaminazione del bene da parte del male: il manto invasivo che l’edera costruisce su di un tronco, o su un’altra pianta, sarebbe tale da soffocare la pianta portante. Ma si sa bene che così non è. E, se vuoi leggerci con me, qualcosa di profondamente spirituale, il bene , se ha radici ben profonde, non verrà mai attaccato dal male, anzi saprà conviverci e distinguersi. 

In altre tradizioni del Nord Europa, proprio per la capacità unica dell’edera di avvolgere senza soffocare, di adattarsi, di arrampicarsi delicatamente, sarebbe simbolo di coppia, dell’amore e della fedeltà. Per questo, la coppia, all’altare, si cinge le braccia con una corona d’edera.

Ma torniamo alla tradizione mitologica.

Io faccio sempre un sacco di confusione con la mitologia, mi piacciono tutte le mitologie: da quelle più tradizionali e vicine alla mia cultura, a quelle locali e millenarie (da quella celtica a quella egiziana, fino a quella azteca, passando per quella greca e romana). Alla fine, però, allusioni e rifacimenti mi riempiono la testa di nomi e di intricati rompicapi da ricordare !!!

Quindi, nella tradizione greca, l’edera sarebbe la pianta sacra di Dioniso. Che centra Dioniso, dio del vino e dell’estasi, con l’instancabile edera?

Ebbene, non stiamo parlando del Bacco (nel mondo romano) così caro ai quadri di Caravaggio! Dioniso, nella tradizione greca, è il nato due volte. Non starò qui ad annoiarti con tutta la storia che ha a che vedere con le gelosie di Era e gli amplessi continui di Giove 🙂

Partiamo dal punto in cui Era, gelosa del marito, ridusse in cenere l’amante di Zeus e fece a pezzi il piccolo Dioniso. Tra le ceneri del rogo, (da cui nascerà la prima pianta di vite, situata in Sicilia) si salvò il cuore del piccolo Dioniso che Atena trovò e consegnò a Zeus.

Impietosito, Zeus ne fece una pozione magica che donò ad un’umana.

La donna rimase incinta senza accoppiarsi con Zeus; ma Era, ancora gelosa, la trovò e la trafisse con frecce di fulmini. Il bambino (che aveva sempre nome Dioniso) venne abbracciato e tenuto al sicuro da una grande pianta di edera. Da allora l’edera è ritenuta sacra per QUEL Dioniso.

Curiosando qua e là in internet, sono riuscita a trovare le parole del filosofo tedesco Walter Friedrich Otto:

 La vite e l’edera sono sorelle, che pur essendosi sviluppate in direzioni opposte, non possono celare la loro parentela. Entrambe portano a termine una meravigliosa metamorfosi. Nella stagione fredda, la vite giace come morta e nella sua rigidità somiglia a un inutile tronco, fino a quando, sotto il rinnovato calore del sole sprigiona un rigoglioso ed incomparabile succo infuocato. Non meno sorprendente è quanto accade all’edera: la sua crescita mostra un dualismo che può benissimo ricordare la doppia natura di Dioniso, Dapprima essa produce i cosiddetti germogli ombrosi, i tralci rampicanti con le ben note foglie lobate. Più tardi però appaiono i germogli luminosi che crescono dritti, le cui foglie hanno una forma affatto diversa e, a questo punto, la pianta produce anche fiori e frutti. Si potrebbe ben definirla, al pari di Dioniso, ‘la nata due volte’”. *

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Insomma, straordinaria!

Ce ne sono molte altre di leggende ovviamente! Ad esempio, nel mondo romano, Bacco (quindi il Dioniso originario!!), avrebbe trasformato un giovane artista in edera , ovvero la pianta che per eccellenza è in grado di arrampicarsi ovunque e comunque. Il giovane infatti si sarebbe ferito in modo irrimediabile ad una gamba durante le feste in onore di Dioniso.

E in tutto questo misticismo leggendario, voglio dirti che io ne ho un esemplare in casa.

Esattamente.

L’edera, la straordinaria edera, può crescere in casa, in una stanza luminosa ovviamente.

Non serve altro.

A me, il sol vederla, mette simpatia e ottimismo.

E a te?

Cosa pensi quando la vedi?

Raccontami.

Qual è la tua pianta preferita? Quale ti mette il sorriso?

Commenta qui sotto! Hai tutto il diritto di essere logorroico quanto e più di me!

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Marina

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*http://www.montedibrianza.it/2012/06/03/miti-e-leggende-degli-alberi-i-racconti-di-marco-monguzzi

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Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

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Marina

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