Conoscerti per evitarti (ultima parte)

Per sopravvivere, aveva cominciato a leggere ciò che scrivevano di lei: si era appuntata ogni caratteristica che tracciavano per distinguerla e poi aveva studiato un modo per sopravvivere più forte.

 […] Chiedevano di lei tutti coloro che desideravano bellezza, denaro, possedimenti, titoli, giovinezza… e molto altro. Ancora oggi ci sono gli stessi desideri, ma come cambiare e non farsi riconoscersi per colpirli?!!

Poi capì: “Mi serve una grande città, un luogo dove la gente resta sorda e poco attenta; mi serve un posto affollato e caotico dove il sapere è inutile, dove sono poco riconosciuta. Mi serve una città dove ci sia poco spazio per ognuno, dove la gente vive così freneticamente da non accorgersi che sta calpestando qualcun altro o che, al contrario, è rimasto paralizzato ad ammirarne qualcuno. Mi serve un ambiente saturo, un posto così ovattato, dove mi conosceranno sicuramente, ma non si accorgeranno del mio passaggio perché SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI SPAZIO” . 

Efes_Pixabay

E’ così che era sopravvissuta forte fino ad oggi. Anzi più subdola ed astuta di prima.

La donna al banco si era nel frattempo allontanata, un uomo l’aveva raggiunta e, cinta per la vita, l’aveva portata altrove. Ma non disperava e continuava la ricerca. Poi abbassò lo sguardo, proprio lì sotto la sua finestra, qualcuno la fissava. Eccolo…

Giovane, avrà avuto 21 anni, capelli folti e ricci, occhi arrabbiati e un po’ arrossati, forse piangeva da ore….

Era fermo alla sua finestra e la fissava al di là del vetro.

___<<Che meravigliosi occhi verdi, non riesco a toglierle gli occhi di dosso.>> Piero piangeva da ore, Lisa se ne era andata. Dopo una notte insonne da solo, tra play station e fazzoletti, si era buttato in strada a guardare la vita degli altri: passava le ore a guardare gli altri. 

dayronV_Pixabay

Anche Lisa se ne era andata; anche Lisa, come Maria e come Valeria, gli aveva urlato contro che non lo amava più, che non era l’uomo giusto, che non era affidabile. ‘Quanto vorrei essere in gamba! Quanto vorrei avere avuto la fortuna di Andrea!’, era solito ripetersi. Anche il padre, dopo l’incidente all’autofficina, l’aveva allontanato perché combinava solo guai. ‘Ma non è colpa mia, non trovo lavoro perché il mondo è pieno di lavoratori! Se avessi frequentato l’università oggi lavorerei! Non è la città giusta per me, dovrei andarmene come ha fatto Luca, bravo lui!’ >>___

Lei era bloccata dietro la tenda appena scostata, “va via ragazzo, scordati di me”. Non aveva mai firmato quel contratto che la teneva legata a quella vita! Non un altro giovane! Doveva, però, solo restare in silenzio e sopportare quell’esistenza.

Secoli prima, quando pochi parlavano e pochi si curavano di sapere, era più facile per lei sopportare quella vita: gli altri venivano a cercarla, non era lei che doveva scavare le più strette vie dell’animo per trovare cibo; erano loro a supplicarla per qualche consiglio, la salutavano per strada e le riservavano un posto ad ogni tavolo di conversazione.

Oggi no, abbassano il tono di voce quando si parla di lei, si vergognano di conoscermi. “Vai via ragazzo, non fermarti, pensa… pensa ad altre soluzioni”.

Ma Piero bussò alla sua porta. La mano che reggeva la tenda si abbassò di scatto e i piedi si mossero. Non ne aveva controllo, come si può governare il proprio essere? Si diresse alla porta e l’apri.

<<Posso, me sciagurato, sapere il nome di una così bella fanciulla?>>,

Prego, entra. Mi chiamo INVIDIA”, rispose.

Fine

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Keep calm and write

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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