Conoscerti per evitarti (seconda parte)

[…] Quel tempo di feste era lontano. Le cose erano cambiate: sempre più persone avevano imparato a scrivere, sempre di più erano coloro che chiacchieravano di grandi saperi e riflessioni, saggi e grossi manuali si moltiplicavano ed aprivano la mente dei più semplici. Avevano cominciato anche a scrivere di lei, a descriverne dettagli, a riconoscerne tipicità e ad illustrare comportamenti e strade da evitare per non incontrarla. Anche chi non l’aveva mai incontrata, oramai ne conosceva il nome.

Ma la sua anima, destinata ad imbattersi nei destini dei più fieri e cocciuti, la costringeva ad inseguire ed abbracciare anche chi la detestava- Tanto tempo fa, le bastava transitare per le vie più ricche e le piazze principali, con il passare del tempo, per soddisfare la sua fame, si era ritrovata a frequentare viottoli , scorciatoie e discariche.

Aveva sempre avuto solo una regola: tenersi lontana da filosofi, intellettuali e anime silenziose: erano gli unici a reggere il suo sguardo per qualche minuto; addirittura alcuni, pochissimi a dire il vero, erano riusciti a guardarla, riabbassare lo sguardo e andare oltre. 

Non le bastava più però evitare alcuni circoli culturali o alcuni centri religiosi: a macchia d’olio si moltiplicavano coloro che la riconoscevano da lontano. Nei decenni e nei secoli vissuti, era passata dallo scegliere con chi stare, al nascondersi per non rischiare di essere pestata. Mai nessuno nei tempi antichi l’aveva ferita, sempre più spesso, invece, doveva nascondersi dalla sua ombra.

Oggi era ancora alla finestra. In una posa poco naturale si manteneva prudente dietro alla tenda, non allungava il collo, come a volersi nascondere in piena luce. Tuttavia, qualcuno l’avrebbe notata, il suo destino così dettava.

Lì a mezzombra, muoveva freneticamente gli occhi alla ricerca di una preda. Si guardò la mano che reggeva la tenda: quei bracciali che un tempo erano il suo vanto e coi quali annunciava il suo passaggio, oggi le pesava ai polsi e la obbligavano a tenere scostato il drappo, avrebbe voluto non farsi vedere, abbassare quella sudicia tenda, ma non poteva rifiutare il suo destino.

Eccoti, avvolta in quel mantello di velluto, vicino alla bancarella dello speziale, ti vedo, stai guardando l’altra donna e i suoi gioielli! Conosco quello sguardo fiero e vuoto; stai fissando anche l’uomo accanto a lei!! Lo stai divorando con gli occhi ! Lo conoscevi? L’avresti forse voluto al tuo fianco, o forse l’hai rifiutato tu anni prima? Poco importa, so che ora volgerai lo sguardo, mi fisserai e busserai alla mia porta”.

Come ogni giorno, per esistere, doveva nutrirsi di cuori fragili di volontà deboli e di animi pigri .

(Continua e finisce)                                                               Precedente

Keep calm and write

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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