Cambiare punti di riferimento per crescere. La mia first lady italiana

Ti hanno mai chiesto quale sia il tuo modello di riferimento? Ci hai dovuto pensare? Ne hai avuto sempre uno? La scienza dice che cambiare stili/modelli/miti/eroi preferiti è sintomo di maturità. Che ne pensi?

Avere un modello, un ideale da seguire è per certi versi molto importante.

Da bambina le principesse Disney hanno lasciato un segno nei miei desideri, nel mio modo di vedere la vita, di immaginare i sentimenti e l’amore.

E’ inevitabile, poi, che questi modelli si scontrino con la realtà e il riuscire ad integrali, a modificarli via via che si va avanti, è sintomo di CRESCITA e maturità.

Non ti nego che è stata dura per me, modificare l’idea del PRINCIPE AZZURRO... ma questa è un’altra storia di cui parleremo.

Dopo anni di assenza (o confusione?) di un modello di riferimento, una sera, ad una cena fra amiche, è successo. Mi domandano: “qual è la tua eroina? Il tuo mito? Il modello femminile di riferimento?”

Silenzio.

Rispondere non è facile! La scelta va motivata, e no, non puoi più parlare di un lieto fine o del vestito da principessa preferito! 

pixabay__

Insomma da molti anni non mi ponevo il ‘problema’ di scegliere un modello.

Non so se sia stata una cosa giusta o sbagliata non avercene uno, non sono una psicologa. Ma ti assicuro che, da quando faccio riferimento a qualcuno, da quando ho la risposta a quella domanda (qual è la tua eroina preferita) io sorrido all’idea di sapere la risposta.

Come se avessi fatto pace con la coscienza.

Tu hai un mito, un eroe, un personaggio storico

che ti piace più di tutti?

Chi è?

Perché?

Rileggi le domande.

In chi ti rivedi?

Come si chiama?

Perché ti rivedi in lui/lei?

Avere un modello di riferimento, è indice di piena conoscenza di se stessi e della meta e obiettivo che nella vita si vuol raggiungere!

La prima eroina che viene in mente a molte ragazze è Giovanna d’Arco, non so perché. Certo condividerne ideali e tenacia non è però da tutte!

La mia eroina, il personaggio storico che mi affascina è Isabella d’Este.

A Modena ho avuto modo di visitare le sue stanze e i suoi tesori. Un incanto! Piccole ed intime stanze che parlano, ancora oggi, di lei. Ogni affresco, ogni stucco, ogni dettaglio in quelle stanze rivela la sua personalità e la sua cultura.

Una donna autorevole, Isabella, che con la sua personale e dettagliata conoscenza aveva imparato a difendersi e distinguersi in una società maschilista come lo era ancora quella Rinascimentale.

Isabella è stata una donna forte che ha dovuto imparare il mestiere di sopravvivere in itinere, cioè giorno dopo giorno. Allontanata dalla terra natia sposò un Gonzaga perché quegli erano i voleri della sua famiglia.

Accettò il suo destino ma non si arrese: imparò a farsi spazio, a distinguersi fino a governare in assenza del marito. Imparò l’arte della diplomazia e dell’attesa, che mise in campo col re francese per difendere la sua Mantova.

Non si perse mai d’animo e allietò la sua mente con l’arte e la cultura: tutta l’Italia la conosceva, da nord a sud. Ne ammiravano eleganza ed intelligenza. Fu denominata da Antonio da Correggio “la first lady d’Italia”.

Conobbe personalmente Leonardo da Vinci, il Perugino, il Mantegna, Tiziano, Raffaello….e molti altri.

Aveva buon gusto nel vestire e buon gusto nel gestire le situazioni.

Ti racconto solo questo: Isabella aveva pensato ad un simbolo(fra i vari stemmi che la ricordano) che si fece cucire su molti vestiti. Cioè un pentagramma occupato non da note musicali ma da pause. Come a ribadire che il silenzio alle volte produce suono migliore (fa più rumore) di parole vuote o peggio di parole pronunciate a caso.

Quando Lucrezia Borgia (personaggetto discutibile e assai discusso della storia d’Italia) arrivò a Mantova per sposare il fratello, Isabella, che conosceva i trascorsi della futura cognata, indossò un abito rivestito interamente dai suoi pentagramma silenziosi. 

Insomma, come a dirle: “io so, ma so tacere, potrei parlarne al momento opportuno. Sei tu a doverti difendere da me…”

E la storia conferma ….

Allora qual è il tuo modello?


Avanti, aspetto tue notizie! Spero siano modelli curiosi!

Keep calm and write,

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

1 thought on “Cambiare punti di riferimento per crescere. La mia first lady italiana”

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