Assertività: in che modo ti prendi il tuo spazio?

E’ appena venuta a trovarmi mia sorella. E’ stata in casa da me per qualche giorno. Sono state delle giornata bellissime, intense. Insieme, abbiamo fatto passeggiate, chiacchierato, confabulato, raccontato, confrontato idee, scambiato trucchi e profumi…sorelle.

Questa situazione appena vissuta, mi ha dato l’opportunità di riflettere su di una questione. Il proprio spazio, i propri modi di fare, i ritmi personali, le abitudini, comfort zone…

E’ forse un discorso un po’ contorto, se non addirittura cinico, un po’ me ne vergogno, ma ho scoperto di non essere l’unica a pensarci: sto parlando di ADEGUAMENTO NELLE RELAZIONI.

Nei giorni in compagnia di mia sorella, ho, ovviamente, messo in stand by mie abitudini e i miei ritmi.

E’ giusto?

Mi risponderai che, se si è trattata di una visita di pochi giorni, è normale onorare l’ospite. Giustissimo!

E se non si trattasse di ospitalità di alcuni giorni, ma di mancanza di assertività nelle relazioni sociali?

Sei in grado di distinguerne i limiti?

Io forse no.

Già. perché le relazioni più importanti sono proprio quelle famigliari e affettive: si innescano comportamenti viziati da miti e false credenze che la nostra mente nutre e alimenta, fino a soffocare il nostro vero modo di essere. Nei giorni trascorsi insieme, io e lei (che ci conosciamo in ogni pensiero taciuto) abbiamo parlato proprio di questo. In determinate ore della giornate io avrei aumentato il ritmo, lei magari rallentato, O VICEVERSA. Ci siamo adeguate l’una all’altra.

Per chi siamo disposti a farlo? Per chi vale la pena farlo? Quando dobbiamo adeguarci all’altro?

Lo so, come lei sa, che da domani ognuno tornerà ai propri ritmi, saremo felici di tornarci, ma saremo altrettanto felici delle foto fatte assieme.

Ecco, immagina questo “comportamento di compiacimento” nella vita di tutti i

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giorni. Qui sta il punto. L’ospitalità è una cosa (fuori luogo forse come esempio), è una situazione di breve durata e un momento per condividere e mischiare abitudini (quella dell’ospite e quella dell’ospitante). Se la situazione è invece quella della convivenza, delle relazioni di lavoro fra colleghi, dell’amicizia e della famiglia, che si fa?

Dovere, ammirazione, buone maniere, la teoria del miglior amico, sacrificio, perfezione. Sono tutti i falsi miti che inseguiamo quando ci relazioniamo. Il risultato è uno stato di frustrazione, depressione, ansia.

Io sono una di quelle. Sono stata. Volevo piacere, mi adeguavo, tacevo per non ferire. Poi ho cominciato a soffrire, a stancarmi di non essere, ho chiesto aiuto (prima in silenzio, attraverso internet, poi agli esperti) e ho capito tante cose.

CONOSCERSI. Una risposta sola per stare bene.

Non puoi tacere se sai che quella musica non ti piace; non puoi mangiare quella torta se ne hai davvero sentito il sapore e non ti piace; non frequenti certe persone se sai che passeranno la serata in un modo che non ti piace!

Se ti conosci, ti rispetti.

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La chiacchierata a questo riguardo con mia sorella è nata dal conoscersi (individuale e reciproco): sapeva che avrei fatto altro e ci rideva! 🙂

Senza vergogna, io e lei abbiamo ammesso che siamo fatti in un determinato modo e per nessuno al mondo bisogna cambiare, se non per se stessi!

Ci ho messo un po’ di tempo, sono caduta e cado milioni di volte: c’è da imparare a comunicare il proprio modo di essere (la famosa assertività), a farlo nel rispetto degli altri.

Chiedere, far valere i propri diritti, comunicare i propri metodi e ritmi, comunicare emozioni, sono verbalità e gestualità fondamentali per stare bene.

Insomma, anche in una piacevole situazione, come lo stare ‘culo e camicia’ con la mia adorata sorellina, la mia mente pensa pensa pensa pensa…poi però mi fermo. E ti scrivo.

Che ne pensi?

E’ una riflessione, nient’altro. Conosci e sai usare l’assertività?

Commenta qui sotto. Pensa alle diverse situazioni sociali, quando quanto e dove ti senti libera di fare?

Fuori piove, io sorseggio un’enorme tazza di tisana. Mia sorella è in volo verso casa. Non vedo l’ora di rivederla!

Keep calm and write

Marina

Keep calm and write

comments

Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

3 thoughts on “Assertività: in che modo ti prendi il tuo spazio?”

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