TINTARELLA: una questione di cultura

L’estate e il mare, il sole e la tintarella. Il popolo dello Stivale è già riverso sulle spiagge più cool e più affollate per sentirsi in vacanza, per godersi l’estate e riposare.

E se io avessi scelto l’Isola di Baffin per le mie ferie d’agosto?

Consigli per un’abbronzatura bon ton; come meglio prepararsi per un’abbronzatura da invidia.

Cosa mangiare per abbronzarsi prima: carote e pomodori in pillole.

Ecco i segreti per un’abbronzatura perfetta.

Sembra una corsa all’ultima sfumatura di nero 🙂

Insomma d’estate (pare) bisogna prendere il sole: sembra quasi inconcepibile il poter arrivare al 15 d’agosto senza essersi scottati la pelle almeno una volta.

Non c’è nessuna presunzione, né presa di posizione in questo post

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di oggi, ma solo una riflessione ( su di un tema alquanto banale) che ha a che fare sul concetto di cultura e di limiti.

Guardavo le mie gambe anemiche e pensavo: “mamma mia, che pallore! Dovrei prendere un po’ di sole!”.

In giro, tra una passeggiata e una pedalata in bici la gente ti saluta con “eh, ma al mare? Non ci vai? Dovresti prendere un po’ di colore!”

Mai successo?

Quando eravamo bambini, i nostri genitori dovevano portarci via di forza dal mare e dai giochi sotto al sole, adesso invece sembra un miracolo riuscire a ritagliarsi due ore per un po’ di relax sotto l’ombrellone.

E’ il naturale corso della vita di ognuno di noi, penserai. Certo. Ma la mia riflessione oggi punta ad altro.

Dietro (o parallelamente) al lineare percorso di vita, ognuno di noi deve fare i conti con la cultura in cui si nasce e si vive.

Diverso è dire:

LE COSE VANNO COSI’

invece di

LE COSE DEVONO ANDARE COSI’.

Io non DEVO prendere il sole perché in Italia va di moda (moda recentissima tra l’altro) andare al mare nei mesi estivi e stare ore sotto al sole; io dovrei approfittare delle lunghe giornate di sole estive e fare scorta di vitamina D (che poi è impossibile!!!) e di iodio. 

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Insomma, chi dice che d’estate sia giusto abbronzarsi fino a scottarsi?

No, non è il post sui tumori della pelle, sui raggi UV, su chissacosaltro o sul fatto che è consigliabile prendere il sole un po’ per volta.

Esistono migliaia di fonti più attendibili di questo blog [vi lascio questo link, fra i tanti, http://www.focus.it/scienza/salute/i-pericoli-del-sole-e-i-tumori-della-pelle-abbronzatura-36255-54545]

Il discorso curioso che volevo CONDIVIDERE con te riguarda la questione culturale.

Perché è SEMPRE tutta una questione di società e cultura.

In Oriente, d’estate ci si guarda bene dall’abbronzarsi per non velocizzare il processo di invecchiamento della pelle. In Estremo Oriente, la cultura difende l’idea di mantenere lattea la pelle anche e soprattutto nei mesi roventi.

In Medio Oriente non c’è tempo per prendere il sole.

In Africa, Terra dagli scenari meravigliosi ed incontaminati, le larghe spiagge bianche sono per lo più deserte! Non esiste il concetto di stare in ammollo in acqua, né di stare lunghi distesi sotto il sole! Anzi, il popolo dell’Africa ci insegna a proteggerci dal sole con abiti lunghi colorati e leggeri.

Tutta la fascia centrale del globo: dalla Grecia alla California, invece, amoreggia col concetto di ESTATE=MARE/SOLE/ABBRONZATURA=SALUTE.

Non esiste un giusto e sbagliato. NO. Un “dovresti” e un “devi” sono verbi legati alla cultura di partenza. Quando non si può o non si vuole ammettere che c’è altro, il “dovrebbe” diventa un imperativo “DEVI”.

Ma l’ultima e la prima parentesi da aprire E chiudere è: “a me che piace fare? Come mi sento al sole? NE ho bisogno? NE ho voglia?”

Punto.

E’ lì che la cultura incontra il buon senso e la libertà.

Buona tintarella a tutti!

PS: e tu? Che ne pensi?

Keep calm and write

Marina

Keep calm and write

comments

Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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