Pausa caffè: 27 Marzo 1861 e l’Unità d’Italia

Il 27 marzo 1861, in un discorso alla Camera dei Deputati, Cavour espone le sue ragioni per designare Roma come unica possibile capitale del nuovo Regno d’Italia. La Questione Romana, l’unità a pezzi, il comportamento della nostra monarchia, alleanze strette e interventi poco tattici . La storia dell’Unità del nostro Paese affascina ancora per le sue tempistiche e per i risvolti inaspettati.

 

Eppure, quella che è stata definita, la vulgata risorgimentista, non basta più. Storie e favolette di un’unità che ha avuto costi importanti e conseguenze irrisolte..

Scrittura difficile quella di oggi. Non so perché abbia scelto questo tema, certo le polemiche sono l’ultima cosa che voglio suscitare. Ma da una polemica, comunque, potrebbe potenzialmente nascerne un dibattito costruttivo.

Buon giorno! E buon caffè !

Allora: io sono meridionale, e vivo al Nord. Anzi in centro, perché i nordisti non ne abbiano a male, la Toscana (toscanacci volenti o nolenti dovete ammetterlo) siete solo sotto la linea gotica. Vi rendete conto della premessa?

Ricominciamo. Io sono meridionale e ho molto a cuore la storia dell’unità italiana. I motivi sono diversi, ma principalmente perché è un dovere ed un diritto basilare per un cittadino attivo, conoscere il proprio passato storico. Il mantenimento della cultura italiana, la diffusione della sua storia regionale e nazionale, la promozione delle risorse e molto altro dipendono da una profonda conoscenza del territorio. Oggi siamo quello che conosciamo di ieri

Detto questo, qual è il punto? Non che l’Unità d’Italia abbia avuto dei costi, tutte le più grandi battaglie hanno dei costi e richiedono dei sacrifici.

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Ma, e qui la polemica (aiuto): quando io mi prefisso un obiettivo ed inizio a ‘combattere’ per un obiettivo, mi informo sui costi, sul percorso e sui sacrifici.

Il punto è : l’unità d’Italia chi l’ha fatta?

E ciò che è peggio, questo vorrei scriverlo piccolo piccolo, quasi a vergognarmene, chi l’ha voluto? Chi l’ha desiderato? Chi ne ha sentito la necessità?

No, no e ancora no: non sto dicendo meglio senza! No.

La storia non si può cancellare con un colpo di spugna, la STORIA insegna, se ne fa bagaglio e da lì si migliora.

Ricorda la mia premessa: io sono meridionale.

Quando penso al risorgimento italiano, o se ne festeggia una ricorrenza, io mi trovo sempre a riflettere sulla stessa cosa.

Francia, Austria, l’eroe dei due mondi, Garibaldi, che parlava americano, le insurrezioni borboniche, Vittorio Emanuele I che abbandona la Sardegna, Pio IX che pensa alla Chiesa! Che confusione! Chi ha parlato per primo d’Italia? Con chi ne ha parlato? Per quanto se ne è parlato prima di agire? Avevano vagliato tutte le posizioni?

Se, prima di ogni azione diplomatica fra pochi signorotti, si fosse riflettuto e perseguito un progetto di diffusione di una cultura unitaria, le cose sarebbero andate molto diversamente, ma SOPRATTUTTO le conseguenze sarebbero state diverse.diffusione di una cultura unitaria

Conseguenze di cui ancora oggi non se ne viene a capo, perché quando mancano le radici, è difficile che una pianta stia su, è difficile che resista al vento. E’ impossibile che cresca!

Ogni Paese, ogni Stato ha la sua storia, le proprie magagne da risolvere e ostacoli da superare. Ma nessun Paese dovrebbe mai avere cittadini indifferenti e non conoscitori della propria Storia**.

E’ vero siamo un Paese giovane ma antico. Abbiamo una storia millenaria alle spalle che cozza con dei confini geografici troppo recenti.

Strana Italia…

E comunque Cavour disse, proprio oggi ben 156 anni fa:

Roma – sosteneva – è la sola città d’Italia che non abbia memorie esclusivamente municipali; tutta la storia di Roma dal tempo dei Cesari al giorno d’oggi è la storia di una città la cui importanza si estende infinitamente al di là del suo territorio, di una città, cioè, destinata ad essere la capitale di un grande Stato”.

Io bevo il mio caffè prima che si freddi troppo, ti lascio alla fine un link. E’ solo uno dei tanti che puoi consultare. Non fermarti, cerca sempre. Sii curioso!

Puoi scrivere ciò che vuoi, devi scrivere ciò che devi.

Keep calm and write

Marina

**http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Unita-d-Italia-ma-il-Sud-ci-ha-guadagnato-_17260   Polemiche, riletture, nuove congetture, altri punti di vista. Qualcuno disse che l’Italia era fatta e mancassero solo gli Italiani…mah!

 

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comments

Author: iovorreiscrivere

Hi!
Nero su bianco. E’ tutto qui.
Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog.
E’ per te che vuoi condividere.
E’ per te che ti senti inadeguato.
E’ per te che credi di non aver posto.
Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi.
Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura.

Keep calm and write
Marina

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