Pausa caffè. Parliamo delle malattie del III millennio

Sono del parere che il ben-essere, e la salute in generale, sia una lente fondamentale, attraverso la quale guardare e capire lo stato sociale di un determinato target in esame. Sia esso il popolo di una nazione, di una città, fino addirittura agli abitanti di un quartiere.

Le malattie del III millennio…

Ero qui, a bere l’immancabile tazzina di caffè di inizio giornata e leggevo la mia rivista preferita. Queste parole te le fotografo qui sotto: 

Ho cominciato a pensare.

Ma di quali malattie stiamo parlando? Che significa far lavorare la mente?

Condivido con te questa riflessione e mi piacerebbe mi dicessi la tua.

Da tanto tempo ormai, sostengo la dottrina organicistica, ovvero la filosofia che interpreta mondo e società come organismo vivente. Ogni individuo rappresenta una cellula di questo organismo e, hai già capito che , se anche una sola di queste cellule impazzisce, o è più debole, o soffre, o è in crisi, influenzerà negativamente il vivere e produrre attorno a sé. Produrrà, cioè, una incrinatura dell’organismo sociale che, se non corretta, porta all’indebolimento, fino alla morte di tutto l’organismo.

Credo, infine, che ognuno di noi abbia radici, che si nutrono di sostanze preziose (tanto quanto di quelle tossiche) assorbite ad ogni passo della vita.

Partendo da queste premesse doverose, pensavo al fatto che in una società così sviluppata come la nostra si soffrano ancora situazioni che sono fuori dalla portata di una scienza medica guaritrice. Siamo sicuri?

Dice Lord Owen Meredith** che, se dimentichiamo il nostro corpo, cadiamo vittime di potenti malattie.

Ma quali sono queste malattie?

E che significa DIMENTICARE IL CORPO?

Le NUOVE MALATTIE DEL III MILLENNIO sono malattie strane, sono condizioni personali che non si infettano con contatto fisico, ma (quasi) empatico. Sto parlando di : STRESS, DEPRESSIONE, INDIFFERENZA, DISTURBI ALIMENTARI, ANSIA e si potrebbe continuare con diabete, obesità, Alzheimer, cancro… 

Non fraintendermi, non dico certo che il cancro si infetta se ne sento parlare da un amico, o mi ammalo di anoressia se mia sorella ne soffre. Ma, tenendo a mente la visione organicistica, ogni cellula è interdipendente dall’altra. Se una cellula si ammala, condizionerà l’altra! Questo è inevitabile.

Tuttavia un conto è la teoria, un conto è la leggenda.

Queste malattie sono situazioni da risolvere, definite ‘di difficile diagnosi e cura perché hanno più cause, alcune delle quali assai profonde’. Non sono malattie MODERNE! Macchè!

Vuoi che la regina Maria Antonietta, quando capì che le avrebbero tagliato la testa, non fosse sprofondata in uno stato profondo di ansia, terrore, misto a depressione??

Oggi, i mali suddetti si diffondono in modo quasi empatico, perché se ne parla troppo e con tanta leggerezza! Cosicché un colon irritato diventa sintomo di alti e dannosi livelli di stress che possono sfociare in apatia depressiva! Oppure, un bambino che cresce in una famiglia con un peso importante, inevitabilmente lieviterà come un palloncino, perché non potevano esisterci alternative!

Non è così, non sarebbe così se ognuno di noi si comportasse come cellula unica ed indispensabile! Con le sue proprie funzioni e il suo proprio mitocondrio!

E qui l’altra domanda: che significa dimenticare il corpo per far lavorare oltre misura la mente?

NON SENTIRE, NE’ ASCOLTARE IL CORPO. Portarlo al limite, immaginare il nostro corpo perfetto, volerlo perfetto. Mangiare, riposare, muoversi come e quanto mi dicono di fare; inseguire l’ideale di modelli innaturali, oppure non inseguire un bel niente e obbedire a logiche familiari e ‘di quartiere’. 

Secondo la teoria sociale organicistica, noi saremmo cellule interdipendenti, dotate di un cervello, che svolgono la funzione ottimale per la sopravvivenza di un organismo più grande. Invece, ci stiamo abituando ad ascoltarci meno e ad allontanarci dagli altri. L’immagine visiva che mi è venuta in mente è quella di un albero, le cui parti crescono e si sviluppano indipendentemente. E’ impossibile! Impazzirebbero*!

STIAMO COSI’ BENE CHE VOGLIAMO STARE MALE

E’ una frase dura, ma scritta anche sui muri e cantata nei festival.

Ti suggerisco delle analogie del mondo vegetale che mi sta tanto simpatico!

Immagina un ulivo che si sente mimosa; un’orchidea che vorrebbero crescere come muschio! Sentiamo male, ci sentiamo apatici e depressi perché (in parte, eh!) ci sforziamo di andare dove non ci serve, non ci compete né ci interessa!

Se il livello di ben-essere e salute distingue, quindi, un livello sociale, a che punto pensi siamo arrivati? Abbiamo trovato ogni tipo di soluzione, eppure la mente lavora ancora per creare altri problemi e cercare altre soluzioni. E’ questo il problema di una mente che lavora oltre.

Finisco il mio caffè.

Che ne pensi?

Keep calm and write

Marina

*Il grande male dei nostri tempi (il cancro) è spesso descritto come una situazione nella quale le cellule sono impazzite..

**Lord Owen Meredith è il nome d’arte di Robert Bulwer-Lytton (1831-1891), politico britannico, Vicerè dell’India, ambasciatore e scrittore.

Keep calm and write

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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