Conoscerti per evitarti

 

Scostò la tenda ormai logora e polverosa, con una mano la manteneva appena smossa, e con l’altra si appoggiava al muro come a mantenersi lontano dal vetro. Infilò un poco la testa ricciuta al di là della tenda e guardò fuori.

Non stava in realtà sbirciando fuori, stava cercando: era un’ordinaria giornata di sole, il solito mercato, i soliti rumori dei carretti sui lastroni di pietra del borgo, le solite facce falsamente felici. Muoveva velocemente le pupille per individuare ciò che le serviva; non le occorreva molto tempo di solito. Sapeva che, ogni giorno, qualche sconosciuto avrebbe chiesto di lei. Nonostante la serenità nell’aria, l’assenza di nubi, gli occhi felici e le bocche piene di cibo, succedeva comunque che qualcuno la scorgesse al di là della tenda. 

Efes_Pixabay

Ci provava da molti anni e con tutte le forze a tenersi in disparte: usciva sempre più di rado; teneva lo sguardo basso ed evitava le zone piene di giovani. Ma, puntualmente, l’ineffabile destino faceva sì che il suo cammino intrecciasse quello di qualcuno, non tornava mai a casa da sola.

Era stanca di quella vita perché tutti la conoscevano, tutti o quasi le avevano chiesto il suo nome, ma molti ormai preferivano altre compagnie, non si trattenevano più a parlarci, anche chi l’aveva usata per cose inenarrabili, non indugiava a tenerla lontana. La chiamavano nei giorni di solitudine per poi rinnegarla o far finta i non riconoscerla per strada o se se ne stava seduta nei loro salotti.

Ricordava bene quando, tanto tempo prima, passeggiava a piedi nudi a zonzo per le piazze di paesi in festa, con la schiena dritta e il petto fiero in vista: le bastava un cenno e molti, uomini e donne indistintamente, la seguivamo, le chiedevano aiuto, la cercavano per suggerimenti, la ri-cercavano disperati anche i giorni seguenti. Ricordava quando, in qualunque ambiente, dal più scarno al più ostentatamente ricco, per lei ci fosse un posto riservato, era l’invitata di tutte le feste, alcune volte i ricevimenti erano in suo onore!

E lei si presentava fiera, la bocca di un rosso vermiglio, profumo di cannella e sandalo dietro le orecchie, tunica colorata di un verde smeraldo fino al ginocchio e tanti, tantissimi, bracciali che le ornavano le braccia nude.

Nessuno in quel Tempo sapeva il suo nome, ma chiunque la riconosceva al solo suo passaggio.

Era ancora dietro la tenda, avrebbe voluto chiuderla con forza e rimanere al buio, nascosta lì in quella casa, oggi avrebbe voluto non lavorare…

(Continua)

Keep calm and write

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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