Cavolo viola: quanta dolcezza in un guscio chiuso!

Brassica oleracea. A dispetto della durezza del suo nome scientifico, questo ortaggio nasconde una dolcezza e un colore superbo.

Lo chiamano in diversi modi e può essere consumato in altrettante maniere. Cavolo cappuccio rosso, viola, cavolo crauto, o cavolo blu! Io non lo conoscevo affatto, fino a poco tempo fa.

Nei mercati ortofrutticoli, può anche passare inosservato, o almeno così è stato per me. Chiuso, protetto nella sua quasi perfetta forma tonda, questo prezioso vegetale può rimanere screditato da altre forme e colori di stagione ben più prepotenti: l’arancione della zucca, il verde forte di alcuni tardi peperoni, il colore unico del cavolo nero, così diffuso qui in Toscana, i simpatici mazzetti dei ravanelli appena raccolti, le barbe delle carote fresche. 

Lo scoprì inaspettatamente una mattina: una mia amica, con un gesto deciso e un fare di chi sa cosa vuole, lo indicava in una bancarella al mercato.

ECCOLO LI’! 

Non sono di certo la persona più indicata ad elencarti e spiegarti le innumerevoli proprietà che possiede: dalle quantità assai elevate di ferro, di vitamina A e C, di antiossidanti utili contro l’invecchiamento cellulare… si parla persino di sue proprietà anticancerogene!

Ma non è il luogo adatto per parlare di questo.

No, da inguaribile ficcanaso e curiosona quale sono, ti voglio parlare di come quel giorno, impavida, acquistai anche io una di quelle palle di cavolo, perfettamente tonda e liscia, e la portai a casa. 

La guardai a lungo prima di aprirla, non volevo (né sapevo) rovinare quell’involucro che mi pareva proteggerlo. Una volta tagliato a metà, i colori violacei e le fitte foglie così ripiegate su se stesse, formavano dei giochi di forme a spirale che mi ricordavano i mandala buddisti.

Sempre quella mia cara amica mi disse: “facci una zuppa!”

Ecco, io oggi ti volevo scrivere di come e quanto “basta poco”! Un prodotto della natura così perfetto, che ha così ‘tanto’ da offrirti, si offre sui banchi del mercato in questi mesi così freddi e basta ‘poco’ per poterne godere.

Una zuppa calda in queste serate così fredde è l’ideale.

Ecco la mia zuppa di cavolo viola.

Ti occorre:

  • cavolo viola;

  • porro;

  • patate;

  • brodo di verdure;

  • del buon pane caldo e tostato.

Soffriggi piano piano un po’ di porro (va bene anche la cipolla, ma il porro con quella sua nota un po’ più piccante al palato, è perfetta), quando sarà un po’ dorato aggiungi le patate tagliate grossolanamente. Lasciale insaporire.

Nel frattempo, con un bel coltello grande, taglia a striscioline il nostro bel cavolo (vedrai che tripudio di forme e colori sul tagliere!). Aggiungi il cavolo così ridotto alle patate.

Dopo qualche minuto di fiamma vivace, abbassa il fuoco e comincia a versare il brodo, poco poco, un po’ alla volta.

Dopo 30/40 minuti ti consiglio di assaggiare per misurarne il sapore. Io ci aggiungo solo un po’ di pepe e zenzero. Poi spengo il fuoco e frullo tutto con il frullatore ad immersione.

Versa nel piatto (meglio ancora in una terrina di terracotta), insieme ad alcune fette di pane caldo e un filo di olio a crudo.

Li vedi i colori????

PS: se ami il colore ma non l’odore del cavolo in cottura, ricorda di mettere del limone o meglio dell’aceto nell’acqua di cottura! 😉

Che magia! Basta poco..

Keep calm and write

Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Keep calm and write Marina

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