Accade. Breve storia per stare bene

 

Il tempo passa, niente rimane uguale, tutto cambia e vive. Puoi volerlo o averne paura. Ma accade…Breve storia per stare bene.

Greta se ne stava seduta per terra, le ginocchia fra le braccia e si guardava le punte dei piedi.

No,non i suoi piedi. Di fronte a lei, la piccola Serena, adagiata su un plaid fatto di stelle, si divertiva a mordicchiasi i piedini.

pixabay__

Greta teneva d’occhio la sua piccola mocciosetta, ma guardava fuori dalla finestra, aspettando una risposta. Il tramonto era ormai inoltrato, le prime serate di aria tiepida erano le più attese. Soffiava un leggero vento fatto di pochi gradi; un vento che portava con sé le ultime ballate d’estate, le ultime chiacchiere di cicale e le prime risate degli studenti di ritorno a casa.

Serena si era messa carponi e le batteva la manina sulle sue gambe, mentre provava a pronunciare le prime parole che sapevano di latte e suonavano di insensato.

Il tempo era passato, era volata anche quell’estate, col suo profumo di grano, di cocco e monoi;

era volata via la sua spensieratezza fatta di aperitivi rossi;

era arrivata e se ne era andata la sua paura di non farcela senza lui.

Era arrivata la maturità del vino nuovo, delle sveglie al sapore di sonno e delle merende fatte di mousse alle pere e prugne.

Serena giocava coi lacci delle sue scarpe e provava ad avvicinare alla bocca la qualunque! Greta la guadava ammirata e terrorizzata, “ce l’avrebbe fatta?”, lei così nuova e così fragile.

Ce l’avrebbe fatta?”

E mentre gli occhi le si riempivano di nuovo di lacrime, Serena stava provando a tirarsi sulle sue gambocce cicciotte: non c’era tempo per pensare, le lacrime di Greta si erano frenate, le mani erano già pronte a reggere la figlioletta. Serena

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perse il finto equilibrio delle prime volte, ma Greta l’aveva già afferrata senza esitazione e la sollevava in alto, così in alto da farla ridere, ridere forte. Ridere e piangere. Lacrime di felicità.

 

Erano lì, solo loro due in quella stanza.

L’una aveva mani grandi, ma tremanti;

l’altra piccola, fragile, ostinata e generosa.

Dalla finestra entrò aria più fredda. Era tempo di chiudere le ante e mettere a letto la piccola Serena. Greta aveva del lavoro da fare ancora, perciò mise della musica di sottofondo e lesse storie di fate e gnomi alla piccola. Serena si addormentò sorridendo, Greta si mise a lavorare al computer, non guardava più fuori dalla finestra, fissava la piccolina e si godeva quel momento. Solo quel momento…

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Marina

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Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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