Mani in pasta: Cauliflower Pizza

 

Era da un po’ di tempo che volevo sperimentarla: la pizza di cavolfiore.

Per gli americani è un must!

Ma si può chiamare pizza?

Sai quando ti prende una voglia matta di pizza e ti rendi conto che in settimana l’hai già mangiata due volte?

Sai quando non puoi proprio farne a meno, ma la tua coscienza urla ? Che fai?

Cerchi qualunque escamotage per eludere il problema! Inizi ad arrampicarti sugli specchi, fino a che non trovi il compromesso!

<<Amore stasera ti va se rifaccio la pizza!?>>, dall’altra parte silenzio, poi un grido di gioia: <<Wow, davvero! Magari!>>
<<Dai, perchè no, la faccio diversa dal solito. Ma ho proprio voglia di pizza!>>. Lui mi raggiunge in cucina, mesto, mi guarda negli occhi: <<che significa ‘diversa’?>>. Conosce la mia voglia di sperimentare e già teme il peggio: <<La faccio di cavolfiore!>>, gli dico raggiante. Non l’ha presa proprio bene.

Bene, volevo la pizza. Non avrei dovuto mangiarne un’altra quella settimana. Che fare? Proviamone una con base vegetale!

Che poi il fatto che la pizza non si possa mangiare più volte la settimana è una questione di auto controllo: non è la pizza in sé a far male. E’ la quantità di pizza, il problema! La quantità e la qualità del condimento, etc, etc.

Certo quando si mangia la pizza, si deve essere coscienti del fatto che si sta mangiando un pasto che eccede in percentuale in carboidrati, basterebbe bilanciarlo con una bella insalata verde delle proteine .

Certo anche che una dieta, per esser accettabile, deve prevedere una certa varietà di piatti consumati e che 3 piatti di pizza alla settimana non è il massimo, ma può capitare e non servono i sensi di colpa!

NON PERCHE’ LA PIZZA FACCIA MALE! NON SI INGRASSA SE SI MANGIA PIZZA!

E’ una questione sempre di quantità! Basta poco…

Torniamo a quell’idea di pizza a base vegetale.

Insomma in America la pizza fatta col cavolfiore è così stimata, che ho voluto provarla.

Vediamo come si fa.

  1. Prendere il nostro bel cavolfiore, laviamolo e tagliamolo in piccole parti.
  2. Ben asciugato, inseriamolo (sì, ancora crudo) nel frullatore. Io l’ho frullato un po’ alla volta, così da ottenerne quasi una farina, e per non sovra riscaldare il cavolfiore.
  3. Prendiamo quella che sembra una farina di cavolfiore, mettiamola in padella e aggiungiamo acqua a filo, cioè il livello dell’acqua NON deve superare la quantità di cavolfiore. Non appena iniziano le bolle di cotture (basta davvero qualche minuto) scolatela. Se hai uno scolapasta fitto (quello per il riso per intenderci) lascia il composto a riposare e a raffreddarsi lì dentro. Se non hai un oggetto del genere, fodera il tuo scolapasta con un setaccio. Attendi che si raffreddi il tutto e poi strizza forte. Dovresti riuscire ad asciugare il cavolfiore il più possibile.
  4. Aggiungi al cavolo, un po’ di formaggio, sale, pepe e un uovo. Ahimè. Anche se il cavolfiore era grande, l’impasto ottenuto non era sufficiente che ad una “pizza”! Ho perciò aggiunto 2/3 cucchiai di farina di ceci e un filo d’olio. Lavora il tutto anche con le mani e versa su di un foglio di carta da forno.
  5. Aiutati con le mani a schiacciare il tutto. Cuoci in forno riscaldato a 200° per 15 minuti. Tirala fuori e condisci come preferisci (la salsa di pomodoro e origano sopra è superba!) e rimetti in forno per qualche altro minuto. 

Risultato? 

NON E’ UNA PIZZA, americani avete toppato!

Sappi che non mangerai una pizza per cena, ma sia io che il mio compagno abbiamo ben apprezzato!

Da rifare!

Che ne pensi? Ne hai mai fatta una? Hai usato qualche altro ingrediente? Magari hai fatto quella di zucchine?!

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Marina

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comments

Author: iovorreiscrivere

Hi! Nero su bianco. E' tutto qui. Ci ho pensato tanto, ho imboccato un sacco di strade. Poi mi sono fatta coraggio e ho aperto il blog. E' per te che vuoi condividere. E' per te che ti senti inadeguato. E' per te che credi di non aver posto. Insieme potremmo inventarci una strada adatta a noi. Ti chiedo uno strumento solo: la scrittura. Keep calm and write Marina

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